Ciao Luis! Prima di tutto, raccontaci com’è nata la Elefant.
E’ stato 20 anni fa! Nel 2009 la nostra etichetta compirà vent’anni… Insomma, è
passato molto tempo ma la cosa importante da dire è che la Elefant nacque per il mio amore per la
musica; sono sempre stato un appassionato e la musica è sempre stata
importantissima nella mia vita, quando ero piccolo stavo sempre a registrare
cassette per gli amici per fargli scoprire belle canzoni. Mettere su la Elefant fu un po’ la stessa cosa, è stata
la necessità di mostrare alla gente gruppi e canzoni che mi appassionavano.
Ci sorprende molto che in un paese come la Spagna, in cui si canta in castigliano e poco in
inglese, esista un’etichetta con così tanto successo anche all’estero. Com’è
possibile?
Allora, la Elefant è un’etichetta internazionale, di
vocazione internazionale. Abbiamo gruppi che vengono da molti paesi diversi,
dalla Germania al Giappone, passando per la Cina, il Brasile, l’Argentina o la Francia. Ci sono anche
gruppi inglesi e americani che hanno aiutato a far si che l’etichetta
acquisisse sempre più un profilo internazionale. Nonostante ciò molti dei
nostri gruppi spagnoli sono molto popolari nel circuito indie,
e non solo spagnolo.
Abbiamo visto come nel vostro paese un artista come La Casa Azul
riempia gli stadi con più di 20.000 paganti e arrivi a registrare i concerti
per Mtv. Questo in Italia non sarebbe possibile,
perché accede alla programmazione radio e tv solamente la musica più
commerciale. Perché secondo te in Spagna la situazione è diversa?
In
realtà non lo è, molta gente pensa che la Spagna sia un paradiso per il pop, però è un
paese terribile, musicalmente parlando. La gente in Spagna è molto rock, ci
sono molti gruppi commerciali e i gruppi indie sono
praticamente sconosciuti ai più. Ci sono alcuni gruppi indie però, come il caso
dei La Casa Azul,
che scavalcano la barriera indie, ma non è una cosa
normale. Direi quasi che i La Casa Azul
sono un’eccezione in Spagna, essendo un gruppo indie molto
famoso, ma è l’unico che ha così tanto successo e fan.
Che pensi delle nuove etichette come la SeriesTwo
e la Cloudberry
che molto spesso pubblicano solo compilations, 3'', o
7''?
Fighissimi, mi piacciono molto i singoli in vinile ed i 7’’,
e alla Elefant è il formato
che ha più successo. Abbiamo pubblicato circa 180 singoli in vinile negli
ultimi anni.. Quindi mi piace molto il fatto che ci siano etichette
specializzate in singoli in vinile. Le compilation poi sono sempre buonissime
per scoprire nuovi gruppi.
C’è un gruppo o un’etichetta discografica in particolare che nell’ultimo
anno ti è piaciuta particolarmente, e perché?
Gruppi molti, etichette
invece poche. Penso sia un brutto momento per le etichette pop, negli anni 80 e
90 invece ce n’erano un sacco e mi piaceva quasi tutto di quello che
pubblicavano. Creation, Sarah records,
Cherry Red, 4AD, Subway, Wiiija... Adesso non ci sono
molte etichette così.
Conosci alcuni gruppi italiani? Te ne piace qualcuno?
Hanno firmato con la Elefant due gruppi italiani che mi
piacciono molto, Fitness Forever e Giorgio Tuma,
e all’inizio del 2009 usciranno i loro dischi. Mi piace molto la musica
italiana degli anni 50 e 60 (Edoardo Vianello, Gianni Morandi, Mina, Rita
Pavone, Gino Paoli, Nico Fidenco,
Peppino Di Capri...) e anche le colonne sonore di quegli anni.
Che c’è nel frigorifero della Elefant?
Molte cose! Per il 2009
abbiamo in programma un sacco di dischi nuovi. The School
pubblicheranno il loro album di debutto, faremo uscire una compilation dei
Modular, un gruppo argentino che fa space pop, molto
60's e molto vicino alle sonorità Stereolab e The
High Llamas; anche Nick Garrie
farà uscire il suo nuovo disco con la Elefant
all’inizio del 2009. Helen Love e Trembling Blue Stars publicheranno
nuovi lavori nel 2009 e come loro poi molti altri gruppi spagnoli: Corazon, Cola Jet Set, La Bien Querida, Cooper....
Poi alcuni singoli esclusivi di Au Revoir Simone, Gentle Peolpe, Stereototal, Bmx Bandits...